Weightless: la canzone capace di rilassare

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STORIE, CURIOSITÀ E SCOPERTE

9/1/20264 min read

Può una canzone aiutare il nostro corpo a rallentare?

Ci sono giornate in cui arriviamo alla sera con la sensazione di avere ancora addosso tutto quello che è successo: il lavoro, le preoccupazioni, le telefonate, le cose da fare, quelle rimaste in sospeso.

In quei momenti pensiamo spesso che ci vorrebbe poco: una poltrona comoda, qualche minuto di silenzio e magari un po' di musica.

Ma può davvero la musica aiutarci a rilassarci?

La risposta, almeno in parte, è sì. La ricerca scientifica ha studiato più volte il rapporto tra ascolto musicale e risposta allo stress, osservando effetti su parametri fisiologici come frequenza cardiaca, respirazione, pressione sanguigna e alcuni indicatori ormonali. Una revisione sistematica e due meta-analisi che hanno esaminato 104 studi randomizzati hanno trovato un effetto complessivamente positivo degli interventi musicali sulla riduzione dello stress, sia a livello fisiologico sia psicologico.

E proprio qui entra in scena una canzone diventata famosa in tutto il mondo per una caratteristica molto particolare.

Si chiama Weightless.

La canzone senza peso

Weightless, che significa appunto “senza peso”, è un brano del gruppo britannico Marconi Union, realizzato nel 2011 in collaborazione con la sound therapist Lyz Cooper della British Academy of Sound Therapy.

Il brano nacque con un obiettivo preciso: creare una musica capace di favorire il rilassamento.

Non si trattava quindi semplicemente di comporre una bella melodia.

La musica venne costruita prestando attenzione a ritmo, armonia e andamento sonoro, proprio con l'intenzione di accompagnare l'ascoltatore verso una condizione di maggiore calma.

Poi arrivò l'esperimento.

Cosa accadde durante l'esperimento?

Nel laboratorio Mindlab, presso il Sussex Innovation Centre di Brighton, venne condotto uno studio per confrontare Weightless con altri brani considerati rilassanti.

Il campione dello studio era composto da 20 donne, di età compresa tra 18 e 61 anni.

Le partecipanti ascoltarono diversi brani attraverso cuffie e, durante l'esperimento, vennero monitorati alcuni parametri fisiologici: frequenza cardiaca, respirazione e conduttanza cutanea, quest'ultima utilizzata come indicatore dell'attivazione fisiologica associata a stress ed eccitazione.

Tra i brani utilizzati c'erano musiche di artisti molto diversi, da Adele a Coldplay, da Enya a Mozart.

E Weightless arrivò in cima alla classifica.

Secondo il report dello studio, il brano produsse il punteggio complessivo di rilassamento più elevato tra quelli testati, con un valore superiore di circa l'11% rispetto agli altri brani rilassanti presi in esame. Anche nella valutazione soggettiva delle partecipanti, Weightless risultò il brano percepito come più rilassante.

Da qui nasce la sua fama di “canzone più rilassante del mondo”.

Ma c'è una precisazione importante.

È davvero la canzone più rilassante del mondo?

Qui la scienza ci invita a rallentare un momento.

L'espressione è diventata celebre, ma non significa che sia stato dimostrato che Weightless sia in assoluto la canzone più rilassante mai ascoltata da un essere umano.

Lo studio originale aveva un campione piccolo e confrontava un gruppo specifico di brani. Inoltre, la risposta alla musica può dipendere moltissimo dalla persona, dalle sue esperienze, dai suoi gusti e dal contesto in cui ascolta.

La ricerca successiva ha comunque continuato a studiare proprio Weightless. In uno studio pubblicato su Psychology of Music, 57 studenti universitari ascoltarono diversi stimoli sonori dopo un compito stressante. Weightless fu associata a una riduzione significativa della conduttanza cutanea, un indicatore di attivazione fisiologica, anche se non risultò superiore a tutti gli altri stimoli per ogni parametro misurato.

Insomma: non una formula magica, ma un interessante esempio di come la musica possa interagire con la nostra risposta allo stress.

Perché proprio questa musica?

È forse la parte più interessante della storia.

Weightless non punta su una melodia particolarmente orecchiabile e non sembra costruita per portarci rapidamente verso un ritornello.

Il suo andamento è più lento e graduale.

Il suono cambia poco alla volta, senza brusche variazioni che costringano continuamente il cervello a prepararsi a qualcosa di nuovo.

È una musica che non chiede di essere seguita.

Possiamo semplicemente stare lì e ascoltarla.

Ed è proprio questa caratteristica a renderla interessante quando parliamo di rilassamento: l'ascolto musicale può essere associato a modificazioni di diversi parametri della risposta allo stress, anche se gli effetti non sono identici per tutte le persone e per tutti i tipi di musica.

Otto minuti per fermarsi

C'è poi un particolare che mi piace molto.

La versione completa di Weightless dura circa otto minuti.

Otto minuti non sembrano molti.

Eppure provate a fare un esperimento.

Mettetevi comodi.

Spegnete per qualche minuto le notifiche.

Chiudete gli occhi.

E ascoltate.

Non mentre rispondete a un messaggio.

Non mentre sistemate la cucina.

Non mentre controllate la posta.

Solo ascoltate.

Io l'ho fatto.

E devo ammettere che, anche indipendentemente da qualunque effetto fisiologico dimostrato, c'è stato qualcosa di curioso: per otto minuti mi sono fermata.

Otto minuti senza dover produrre nulla.

Senza dover rispondere a nessuno.

Senza pensare a quale fosse la cosa successiva da fare.

Forse è anche questo uno degli ingredienti del rilassamento.

La musica crea uno spazio.

E dentro quello spazio, finalmente, possiamo smettere per qualche minuto di correre.

Ascoltare musica può davvero ridurre lo stress?

La risposta più corretta è: può aiutare.

La ricerca complessiva sul rapporto tra musica e stress mostra effetti favorevoli, ma anche risultati non sempre uniformi. Alcuni studi hanno osservato riduzioni della frequenza cardiaca, della pressione sanguigna, della conduttanza cutanea o del cortisolo; altri non hanno trovato differenze significative rispetto al silenzio o ad altre condizioni di controllo.

Questo significa che non esiste necessariamente una musica rilassante uguale per tutti.

Una canzone può calmare una persona e lasciare completamente indifferente un'altra.

E forse è proprio questo il bello.

Il nostro cervello non ascolta soltanto suoni.

Ascolta ricordi, emozioni, aspettative e significati personali.

Per qualcuno saranno le note di Weightless.

Per qualcun altro il rumore della pioggia, una sonata di Mozart, una vecchia canzone ascoltata da adolescente o persino il silenzio.

E allora proviamo

Se oggi avete avuto una giornata interminabile, potete fare un piccolo esperimento.

Non serve una tecnica complicata.

Non serve un corso.

Non serve nemmeno sapere meditare.

Per otto minuti, provate semplicemente a non fare niente.

Mettete Weightless nelle cuffie, chiudete gli occhi e lasciate che la musica faccia il suo percorso.

Poi ascoltate il vostro corpo.

Il respiro è cambiato?

Le spalle si sono abbassate?

La mente continua a correre oppure, per qualche minuto, ha rallentato?

Non importa che il risultato sia uguale a quello dell'esperimento scientifico.

La domanda interessante è un'altra:

che cosa succede dentro di noi quando, finalmente, smettiamo di chiedere al nostro cervello di fare qualcosa?

🎧 Ascolta Weightless dei Marconi Union

E magari, per una volta, non fare altro.

Otto minuti. Solo musica.